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venerdì 3 agosto 2018

Trail delle Orchidee... ritiro


Domenica scorso si è svolta una gara fantastica alla quale volevo partecipare da un po' di tempo: il trail delle Orchidee. Il trail si svolge nelle Dolomiti friulane, tra la Carnia e il Cadore, su un percorso impegnativo quanto straordinario di 46 kilometri e 3000 metri di dislivello. La partenza era fissata alle ore 7.00 dal Rifugio Tita Piaz, tra i 250 concorrenti c'ero anch'io, deciso a dare il mio meglio nonostante la paura di affrontare una sfida del genere.

La mia tecnica di gara è semplice: voglio partire con calma sulla prima metà di gara che è molto difficile (in 18 km si fanno 1800 metri di dislivello), e tenere le energie per la seconda parte, più veloce e dove si deve correre maggiormente. Sembra facile…


La partenza viene data in orario e mi ritrovo subito sui 20-25 primi, come deciso cerco di risparmiare le energie al massimo e faccio le prime salite camminando con i bastoncini. Sto bene e sento che le gambe vanno forte e che usare i bastoncini mi aiuta parecchio nella salita lunga. Dopo neanche 20 minuti di gara mi ritrovo a correre insieme ad un mio amico, Massimo, e siamo tutti 2 d'accordo sulla marcia da prendere, allora mi godo il panorama incredibile che ci offre il Clap Savon e approfitto per idratarmi bene e assumere un gel.


 Nella discesa che porta al primo cancello orario mi lascio andare giù e passo qualche corridore fino a ritrovarmi 14° assoluto. Sto da Dio e le gambe rispondono alla grande. Qui prendo 5 minuti per mangiare e bere bene, poi riparto per una parte di gara più facile.

Neanche fatto 1 kilometro comincio ad avere mal di pancia… fatico a correre e mi piego in 2 di continuo. Cerco di bere, di riprendere il mio fiato e cammino per 6 kilometri cercando di capire il mio problema. Ma non c'è niente da fare: il dolore non passa e faccio anche fatica a camminare sul piano. 
Arrivo a mala pena al ristoro del kilometro 27 dove decido di ritirarmi, prima volta DNF per me. Che senso ha andare avanti così, camminando per dirmi che l'ho finita, non devo dimostrare niente a nessuno. La distanza l'ho già fatta, non è una sfida per me, è un'esperienza da vivere e, oggi, non è giornata, allora meglio fermarmi qua.
Ho altri progetti che voglio portare avanti quest'anno e non posso giocarmi tutto per finire a tutti i costi. Mi dispiace tantissimo e sono anche arrabbiato con me ma, adesso con il senno di poi, penso di aver preso la decisione giusta, adesso si guarda avanti.


Anche se non ho chiuso la gara, mi sono divertito un sacco e mi è piaciuto davvero tanto il percorso, tornerò nel 2019 e consiglio a tutti di venire perché merita. Ringrazio l'organizzazione per tutto, il percorso, l'aiuto dopo il ritiro, la gentilezza, siete stati perfetti.

mercoledì 30 maggio 2018

Giro lungo in montagna, sognando ultra

Oggi niente lavoro, i bimbi sono a scuola e mia moglie al lavoro. Cosa potrei fare di bello? Nessun dubbio: un bel giro in montagna!


Così, mi sono alzato senza sveglia e mi sono preparato per un giro che da tempo volevo provare. Dopo aver fatto il pieno di acqua, vestiti e giacca, barrette e panino, una coca… eccomi pronto per partire. Non sono molto bravo a fare salite lunghe e proprio per questo ho deciso di mettermi alla prova: parto in su con una prima rampa con 1350 metri di dislivello da scalare, poi non ho una strada bene definita, ho diverse cime da poter fare e le gambe decideranno.


Le prime rampe della salita sono molto ripide ma vado con il mio passo e mi godo il bosco che mi circonda e la fatica si fa sentire meno, incontro un cervo ma non sono abbastanza rapido per scattare una bella foto, la foto ce l'ho io in testa, che meraviglia vederlo scappare via come se fosse in piano. 


Dopo 1 ora e 45 arrivo in cima alla Creta di Timau, a quota 2217 slm, non ho fatto fatica e sono davvero fiero di me. Dopo una pausa foto scendo giù fino a quota 1950 dove decido di salire sulla cima Avostanis, a quota 2193 slm,  passando sopra il lago con un passaggio molto suggestivo. Lassù faccio un'altra sosta per apprezzare il panorama e mangiare il mio buon panino, super! 



Scendo giù di nuovo e, arrivato a quota 1750, vedo un sentiero che parte sulla sinistra, sulla mappa vedo che porta al monte Scarniz dove non sono mai stato, le gambe stanno bene e così decido di proseguire. All'inizio di questa salita mi sono detto che forse era troppo e che guardare i video della Zegama Marathon mi aveva gasato un po' troppo ma non cambio idea. Salgo sul sentiero che sembra stato disegnato con un pennello sul fianco della montagna, un rapace mi gira intorno e tra una cosa e l'altra in neanche mezzora sono arrivato su a 2199 metri slm. 



Faccio la foto di rito e torno giù direzione malga Pramosio, dove mi bevo una buona birra e riempio le borraccia d'acqua, godendomi il panorama mozzafiato che offre il posto, poi riparto prendendo la strada forestale in direzione di Cleulis dove ho lasciato l'auto. 


In giù corro senza tirare ma sento che le gambe stanno ancora bene girando sui 4'45 al kilometro: che sensazione fantastica. Chiudo il mio giro con 27.87 kilometri al Garmin e 1885 metri di dislivello positivo fatti alla media di 6.3 kilometri orari, pause incluse.


E' un ritmo tranquillo, ma il piacere enorme trovato lassù e le sensazioni mi fanno sognare a qualche gara più lunga del solito. Sarà a forza di guardare l'ultra trail world tour in tv ma ho voglia di iscrivermi ad una gara che mi faccia sognare, che mi faccia crescere e qualche idea già ce l'ho. Sono più bravo a correre gare di mezzora ma voglio fare quello che mi sento di essere e mi sento trail runner.

Cosa dite voi, sarei capace di chiudere un 60-70 kilometri in montagna?

martedì 17 aprile 2018

Venice Night Trail 2018, una gara spettacolare


Sabato sera ero a  Venezia per la Venice Night Trail: una gara di 16 chilometri che si corre di notte tra le calle della città, attraversando posti incredibili e salendo 51 ponti. Voglio ringraziare la Pro Action che, regalandomi il pettorale, mi ha permesso di correre questa gara alla quale non avrei mai pensato di iscrivermi!



Sabato pomeriggio, appena uscito dal turno della mattina, parto in direzione di Venezia, assieme a 2 amici di Udine, Fernando ed Irene, che ringrazio per la super giornata. Arriviamo sul posto prima, per evitare un po' la folla e fare una passeggiata lungo i canali: la giornata è bellissima e ci godiamo un bel fine pomeriggio di relax prima di correre.





Un’ora di camminata e un toast dopo, ci prepariamo per la partenza data alle ore 21.00. Dopo un riscaldamento corto cerco di trovarmi un posto nella griglia ma impossibile entrare, è già tutto pieno e nessuno ci lascia passare. Troviamo un posto 20 metri dietro la linea e dietro a tantissima gente, ma va bene cosi, siamo qui per divertirci. La partenza viene data dopo un emozionante inno nazionale, cantato da tutti a squarciagola, un momento bellissimo prima di mollare i leoni, pronti a cavalcare nelle vie della città.



Il primo kilometro e mezzo è piano, senza ponti e abbastanza largo, parto in bomba e cerco di superare il massimo di persone per poter correre bene dopo. Passo il primo kilometro in 3'30 e sono già col cuore in gola, partire a freddo non è buono per me. Penso, comunque, di essere in una buona posizione perché mi ritrovo a correre con la prima donna, la fantastica e gentilissima campionessa mondiale di trail lungo: Silvia Rampazzo.



I ponti iniziano a vedersi e i posti attraversati in mezzo alla gente sono fantastici. Mi godo una Venezia diversa che mi piace molto, ad ogni curva non si sa cosa ci aspetta: un ponte, un canale affollato di turisti oppure una via strettissima dove già una persona fa fatica passare, davvero unico. I primi chilometri scorrono bene, ma già al kilometro 5 pago la mia partenza veloce e devo rallentare un po', bye bye Silvia e il super gruppetto che avevo con me.
Trovo il mio passo e riesco anche a riprendere 2-3 tipi fino al kilometro 12 dove mi viene un mal di pancia terribile avvicinandomi dalla piazza San Marco. Faccio 2 chilometri a ritmo lento, 4'44 e 4'46, ed approfitto della gente e della fortuna che ho di essere qui. Perdo 11 posti in questo momento... Fortunatamente ho gestito la crisi abbastanza bene e riesco a correre di nuovo sui 4 al kilometro fino al traguardo, così chiudo questo giro di Venezia in 1 ora 07 e 10 al 32° posto assoluto su più di 3000 persone. (1600 per la competitiva e uguale sulla non competitiva)


Direi non male per una gara non prevista! Anche il dopo gara non è stato male: 2 birre tra amici incoraggiando i runners che arrivavano al traguardo.
Se avete l'opportunità di venire a correre questa gara, secondo me merita davvero: il posto è unico, l'organizzazione perfetta, il percorso fantastico. Non pensavo sarebbe stata così bella. Ci vediamo nel 2019.



giovedì 15 marzo 2018

5 cose "da fare" e 5 "da non fare" durante una Ultra Trail

Ciao a tutti gli amici e amiche del Blog! Le giornate si stanno allungando e la primavera è alle porte, e con lei la stagione del Trail running e della corsa in montagna sta iniziando. Per questo volevo trattare il tema delle gare "lunghe", le cosiddette Ultra trail, gare di corsa su sentiero di oltre 42 km che ci permettono di vedere posti bellissimi ed a volte sperduti, viaggiare con il corpo e la mente e "stare sulle gambe" per molte ore e addirittura giorni. Nella mia breve, ma intensa partecipazione alle Ultra ho capito alcune cose basilari che possono essere di aiuto a chi si cimenta per le prime volte in gare del genere.


Vediamo allora insieme, 5 cose da fare e altrettante da non fare durante la gara.

5 cose da fare:

1. Alimentarsi ed idratarsi in modo continuo e corretto durante la prova in base alle proprie esigenze ed esperienze. Soprattutto senza fare esperimenti con alimenti o prodotti mai utilizzati. Quando il clima è molto caldo o molto freddo questo aspetto diventa maggiormente rilevante nella gestione delle forze.
2. Vestirsi in base al luogo e alla stagione in cui si corre, scegliendo nella vasta gamma di materiali tecnici in commercio i più idonei al tipo di gara. A volte il tempo cambia repentinamente e la temperatura gradevole può far sottovalutare un suo abbassamento durante lo svolgimento della gara: per questo è bene avere nello zaino uno strato termico in più, un antivento e il fondamentale telo termico di emergenza. Il freddo ed il caldo dopo molte ore di gara, complice la stanchezza, si percepiscono maggiormente.
3. Rispettare una tabella di marcia ideale alle proprie capacità e possibilità durante la gara ipotizzando un calo prestazionale che avviene generalmente nella seconda metà di gara a prescindere dal grado di allenamento.
4.Affrontare con serenità la gara e saper riconoscere i propri limiti.
Non si devono sottovalutare le crisi energetiche e i segnali che ci dà il nostro corpo, ricordando che si corre per divertirsi e stare bene con se stessi, non per farci del male!
5. Programmare accuratamente l'avvicinamento alla gara con allenamenti mirati e riposi congrui alla difficoltà e lunghezza del percorso. Le Ultra richiedono un grosso dispendio energetico e mentale, per questo arrivare impreparati o eccessivamente stanchi alla gara ci può compromettere lo svolgimento stesso della manifestazione.

5 cose da non fare:

1. Pensare negativo nei momenti di difficoltà, e non vivere bene la gara. Questo non ci fa apprezzare quello che ci sta attorno, la natura soprattutto, e lo sforzo dei volontari e organizzatori che ci permettono di fare queste bellissime esperienze. Importanti per scongiurare tale problema, sono le motivazioni che ci hanno fatto preparare e partecipare alla gara, gli sforzi per raggiungerla. e gli obbiettivi che sia finirla, affrontarla come allenamento oppure fare una buona prestazione cronometrica.

2. Utilizzare scarpe non adatte al trail running, oppure troppo usurate/danneggiate e non in grado di assicurarci un grip ideale ed una sicurezza negli appoggi più ostici. Ad esempio su discese tecniche o punti esposti, avere una scarpa di fiducia ci permette di correre più agevolmente ed evitare di farci male.
3. Non utilizzare un equipaggiamento eccessivamente minimalista e rispettare il regolamento di gara per quanto concerne il materiale obbligatorio da portare durante il tragitto. Meglio qualche grammo in più sulle spalle ma maggiore sicurezza per se stessi e per gli altri.
4. Non abbandonare i sentieri segnati e balisati dall'organizzazione di gara e rispettare il percorso. In caso di scarsa visibilità (nubi basse, nebbia, foschia..etc) un semplice errore può diventare pericoloso, al più se siamo stanchi ed in condizioni di freddo o caldo estremo.(NB. Importantissimo inoltre il rispetto dell'ambiente, evitando di gettare rifiuti, danneggiare e sporcare l'ambiente circostante).
5, Correre con infortuni pregressi, oppure in condizioni di salute precarie (influenza, febbre, problemi respiratori, problemi articolari). A volte, io stesso sottovaluto questo aspetto, e si vuole partire lo stesso, ma è importantissimo sapersi ascoltare e rispettare. Una gara lunga e provante come una Ultra Trail è di per sé già estremamente faticosa, quindi se non si sta molto bene il fattore stanchezza ed il rischio connesso si moltiplicano. Saper rinunciare è a volte difficile, ma è la scelta migliore. La montagna e la natura ci aspettano per la prossima gara, non scappano!

Articolo scritto da Bonati Enrico.

lunedì 8 gennaio 2018

FVG-Trailrunningtour 2018: il calendario ufficiale



La corsa in montagna è uno sport fantastico, ma è ancora più bello se condiviso con gli amici in luoghi incredibili! Siete fortunati perché oggi è uscito il calendario del FVG-trailrunningtour 2018, un calendario molto ricco con ben 32 gare tra le più belle della nostra regione: il Friuli Venezia Giulia! Allora, se siete appassionati di corsa in montagna preparatevi perché non potete mancare, tra trail, vertical e skyrace avete tanta scelta per divertirvi al massimo. Venite a scoprire la nostra regione, non ne rimarrete delusi! Buona preparazione e a presto!










lunedì 17 aprile 2017

Riflessioni di corsa...da skyrunner a stradista?

Da un po' di tempo mi sto interrogando sempre di più sulla mia pratica della corsa. Fin'ora ho sempre detto di essere uno skyrunner, ovvero uno che pratica gare di corsa in montagna con pendenze ripide e percorsi tecnici sulle vette. Correre in montagna mi piace tantissimo e mi sento libero quando sono lassù! Per questo non mi ero mai chiesto prima che tipo di corridore ero.


Però piano piano, correndo anche ogni tanto gare più veloci su strada, o anche trail, ho capito che sono più un corridore potente e andrei sicuramente meglio su formati di gare veloci. Peso 72 kili per 1 metro 78 e ho un fisico abbastanza potente, per me difficile perdere più peso e così migliorare la mia capacità a scalare le cime. Devo anche dire che prendo piacere a correre forte su strada. I primi test di quest'anno mi hanno confortato in questo senso: le prime gare di questo 2017 sono state in strada e tutte 2 le ho corse bene, con un ritmo sui 3'38 per 8.55 e 11 kilometri. In gare in montagne so come vado e voglio vedere di cosa sono capace sul piano.

Così ho deciso quest'anno di orientarmi più su questo tipo di gare e vedremmo cosa salta fuori! Da skyrunner a stradista vi sembra possibile? Che ne pensate?

lunedì 13 marzo 2017

Kokos Trail 2017: la mia buona gara.

Ieri ho corso la Kokos Trail e come prima gara dell'anno non mi aspettavo di andare così bene! Sono 2 mesi che mi alleno per preparare la mia stagione e la gara di ieri era un test per vedere come sono e cosa mi resta da preparare. Ho fatto 2 mesi pieni ma con tantissimo scialpinismo e poca corsa, quindi, non mi aspettavo di correre bene. Sono arrivato a Basovizza (TS) con famiglia e amici senza nessuno stress ma tanta voglia di gareggiare e divertirmi.



Dopo un po' di riscaldamento e qualche battuta tra amici eccoci partiti: un bel grupetto di 700 corridori pronti a sfidare il Kokos su 2 distanze: 600 sulla 16.4 km e 100 sulla 8 km. Come ogni anno sono presente sulla distanza lunga e parto tra i primi 50. Quest'anno il profilo è molto veloce e meno tecnico del solito ma a me va bene così, mi piace anche quando le gare sono collinari.

I primi 5.5 kilometri sono molto veloci e comportono continui saliscendi non difficilissimi, riesco a trovarmi un buon gruppo con la prima donna, ma vanno troppo veloce per me e mi ritrovo da solo. Arrivo senza problemi sotto la prima salita con una media di 4'15... trovo il mio ritmo e riprendo uno a uno quelli che si staccano del gruppo davanti, però la seconda donna torna su di me quando scolliniamo. Mi ritrovo con lei per un po', in giù la tiro io poi sui passaggi piani mi tira il collo a 16 all'ora e faccio fatica a seguirla. Gestisco la seconda salita e mi sorprendo ad essere anche piuttosto bene, lo sci mi da una buona preparazione fisica e sento che quest'anno può essere buono. 



Scolliniamo anche dal Kokos in mezzo ad un tifo bellissimo, da qui ci mancano 4.5 kilometri non tecnici, peccato per me... Corro tra i 3'30 e 3'50 fino al traguardo ma davanti vanno ancora di più, finisco così la mia gara in 1 ora 19 e 50 per fare 16.4 km e 640 metri di dislivello, al 25° posto assoluto con il grandissimo tifo di mio figlio!


Il percorso di gara, il tempo, l'organizzazione, il pacco gara, tutto ieri era perfetto come sempre qui alla Kokos Trail. Per quanto riguarda la mia gara, non pensavo di essere così forte quest'anno, il fisico regge bene e devo dire che mi mancano solo i ritmi per andare meglio. Ma per essere alla metà di marzo sono più che pronto! I love running!

lunedì 24 ottobre 2016

Correre con gli occhiali, è piu bello con Demon!


Proteggere gli occhi mentre si corre è molto importante ma, purtroppo, solo pochi lo fanno e io ero uno dei primi a sbagliare. Può sembrare un gadget e invece si rivela essere un accessorio molto utile che porta moltissimi vantaggi:
  • protegge gli occhi dei raggi ultravioletti
  • protegge dai moscerini e altri insetti
  • ripara dal vento, dal freddo o dalla polvere
  • diminuisce gli abbagli fra zone d'ombra e di luce
  • conferisce un look più cool
Pensandoci bene ho deciso di prendere un buon paio di occhiali per praticare il mio sport senza rischi. Così ho cercato, mi sono informato per capire quali sono le caratteristiche che devono avere gli occhiali sportivi:
  • proteggere dei raggi del sole
  • essere leggeri, offrire comfort e non devono muoversi 
  • essere antiappananti
  • essere resistenti, antigraffio e antiabrasione
Nelle mie ricerche mi sono avvicinato ad una marca molto seria e specialista nel campo: Demon.



Con Demon, non c'è nessun compromesso, nessuna rinuncia, il massimo delle prestazioni, sempre e comunque. Nel mercato degli occhiali sportivi dal 1975, con loro non potevo sbagliare. Fanno occhiali per running e trail running, ma non solo: ciclismo, escursionismo, alpinismo e sci, con loro troverete il prodotto fatto per voi!
Il mio l'ho trovato e ne sono più che soddisfatto, ho scelto il modello Ultra, fatto per il trail running e ciclismo. Offre prestazioni di alto livello!!!
Già alla prima uscita mi hanno conquistato, sono davvero confortevoli e si fanno dimenticare facendo bene il loro lavoro. Non si muovono, non danno fastidio e sono super belli! Inoltre, da non sottovalutare, costano solo 44.90 Euro!!!
Posso solo consigliarvi di andare a fare un giro sul sito della Demon e di lasciarvi sedurre!
DEMONIZE YOURSELF !!!!



giovedì 16 giugno 2016

Quando correre di nuovo dopo un trail? Ecco i miei consigli

Dopo il trail che ho corso domenica ho cercato il miglior modo di recuperare, per ripartire al meglio in vista delle prossime gare. Così mi sono detto che potevo darvi i miei consigli, che funzionano bene nel mio caso, non vi assicuro che sia la formula miracolosa.


I trail, le skyrace e altre gare in montagna sono traumatiche per il nostro corpo, sia a livello di fatica generale che di stress muscolare e articolare, in particolare grazie alle discese. Il recupero dopo tale gara è molto soggettivo e dipende dell'allenamento del corridore, ma anche dell impegno fisico mentale che ci ha messo. Allora cosa fare?

La prima cosa da fare è riposare, alimentarsi bene e idratarsi. Io non pratico sport finchè i dolorini non sono passati del tutto e comunque mi sono inventato una regola per non riprendere troppo presto: Giorni di riposo totale = ( km in gara + dislivello/100 ) / 10

Nel mio caso:  (24 + 16)/10 = 40/10 = 4 giorni

Non so se è giusto ma da quando rispetto questa mia regola non ho mai più problemi e sento che il corpo si rigenera meglio. Da domenica ho ripreso a correre solo oggi, facendo 35 minuti lenti.
Un'altra semplice cosa può essere di non correre prima di averne di nuovo voglia, così lasciamo anche al cervello il tempo giusto per tornare in modalità ON.

Poi, riprendo a correre o vado in bici senza però fare ancora ritmi, per questi aspetto ancora. Dipende sempre dalla lunghezza e la difficolta del trail fatto. Bisogna sempre ricordarsi che una gara lunga in montagna, tipo quella che ho fatto, equivale allo stesso stress di una maratona, quindi consiglio di non farne più di 2-3 all'anno, poi ognuno è libero di fare quello che crede.

Buone gare a tutti!