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venerdì 20 maggio 2016

10 domande a ... Filippo #8

Oggi vi presento Filippo, anche lui è appassionato di corsa e montagna. Forse lo conoscete già perché è uno che corre forte e vince anche gare importanti. Io lo seguo sempre e devo dire che mi impressiona riuscire a fare tali risultati con un lavoro a turni. E' uno che si impegna parrecchio ma rimane una persona semplice ed è fonte di ispirazione per migliorarmi anchio ;) 

 
1 Quando hai preso il virus del running?

Ho iniziato a fare sport all'età di 4 anni grazie alla passione che mi hanno trasmesso i miei genitori.. Dopo una parentesi nel mondo del calcio, tra l'altro a discreti livelli, all'età di 20 anni circa ho svolto il servizio militare come volontario e da lì in poi è scoccata la scintilla. 

2 Ti ricordi la prima volta che ti sei sentito un runner? 

La mia primissima esperienza risale al 2005, lo ricordo come fosse ieri. All'età di 15 anni ho partecipato fuori gara alla "Blumon Marathon", Skyrace bresciana molto tecnica ed impegnativa, piazzandomi nei 100.  


3 Qual è il tuo luogo preferito per correre? E in quale momento della giornata ti alleni? 

Ho la fortuna di vivere in un piccolo paese circondato da montagne; esco di casa e ho solo l'imbarazzo della scelta. L'allenamento lo organizzo in base agli orari del lavoro; facendo i turni ho sempre la possibilità di ritagliarmi del tempo. 

4 Che tipo di gare fai? 

Le mie gare preferite sono le Skyrace (18-25 km) poi ogni tanto faccio qualche Skymarathon sui 40 km e qualche gara più veloce di 1h (Corsa in montagna).


5 Qual è il tuo più bel ricordo sportivo? 

Devo dire che negli ultimi anni ho ottenuto tanti bei risultati ed ogni volta è davvero un'emozione nuova e diversa. Il ricordo più bello resta però il Giir di Mont 2015, dove oltre ad un sorprendente 10° posto assoluto, l'ambiente e il calore della gente rendono il tutto unico.

6 Qual è il materiale indispensabile per correre per te? 

Amo correre leggero, con il minimo indispensabile. Spesso, in estate esco con dei pantaloncini e basta (e la mia Gopro, quella non può mai mancare).

 
7 Hai una gara che sogni di fare? 

Zegama, ma tutto il circuito dello Skyrunning World Series, un giorno lo farò.

8 Corri piuttosto solo o accompagnato? E perché? 

Corro sempre solo, per scelta ma anche per gli orari sempre diversi. È l'unico momento tutto per me, in cui posso staccare la spina e non pensare a nulla.   


9 Com’è la tua routine di allenamento ? Hai qualche consiglio da darci ? 

Sono seguito da Eros Grazioli, una figura di riferimento nel mondo dello scialpinismo e nella corsa. I suoi consigli sono fondamentali per una preparazione mirata ed efficace. Poi credo che l'esperienza così come la conoscenza del proprio corpo sia assolutamente di primaria importanza. Allenatevi ma prima di tutto divertitevi, metteteci passione e fatelo sempre con il sorriso stampato.

10 Hai qualcosa che vuoi aggiungere? Per esempio a uno che comincia nella corsa.

Per chi inizia? Beh step by step, non bruciate le tappe, abbiate pazienza. Dietro ad ogni risultato ottenuto c'è un lavoro che tanti non si immaginano neanche. Bisogna credere in ciò che si fa e come ho detto prima, DIVERTITEVI, sarà tutto più semplice.

 

lunedì 11 aprile 2016

10 domande a... perchè non ricominciare?

Un anno fa ho pubblicato l'ultima intervista "10 domande a..." del blog, poi tra impegni di lavoro, di famiglia e sportivi ho messo un po' da parte questa rubrica, ma devo ammettere che è un peccato.

Tramite queste interviste vi ho fatto conoscere 7 persone, tutti runners, tutti con la loro visione della corsa. Tra loro degli amici che ho imparato a conoscere meglio, persone che incontravo in gara che ho scoperto, ma anche persone sconosciute che ormai sono diventate amici. Comunico spesso con tutti loro e ciascuno di loro mi ha aiutato a vivere meglio la corsa con la loro passione e sono sicuro anche voi!


Allora se anche voi volete partecipare a questa rubrica basta contattarmi via mail (olipucci@hotmail.fr) o anche su facebook, perchè la corsa è condivisione ;)

mercoledì 8 aprile 2015

10 domande a .... Federica #7

Oggi sono molto fiero di presentarvi Federica. Federica corre da pocchi anni, ma ha già fatto grandi risultati e sta crescendo sempre di più. L'ho conosciuta l'anno scorso mentre correvamo l'Estremamente parco, abbiamo trascorso 1 ora bellissima di gara insieme, sulle creste panoramiche del'alta via resiana. E' una persona gentillissima, appassionata e che si prefigge sempre nuovi obbiettivi.

 
1 Quando hai cominciato a correre? Perché? 

Tutto ha avuto inizio come una sfida: camminare per 50 km e 3500 mt di dsl nelle stupende montagne da cui proviene la mia famiglia. Era l’estate del 2012, con un bel gruppo di amici si passava i week end a far passeggiate in montagna cercando sempre più di migliorare i tempi di ascesa. Ancora non sapevo che un mondo intero mi si stava aprendo. Estremamente Parco ci avrebbe messo alla prova (19 ore di camminata) e da li a poco pensai di cercare un gruppo dove poter esser seguita e che mi iniziasse alla corsa. Dovevo assolutamente ritentare quella sfida, ma questa volta da “runner”. Solo a luglio 2013 provai l’ebbrezza dei mie primi 10 km, che sofferenza, ma non ci potevo credere, ci ero riuscita. L’obiettivo rimase lo stesso (quell’anno ritentai ma il percorso era cambiato e ancora la preparazione era scarsa: altri 50 km, 4500 mt di dsl le solite 19 ore…. ma riuscii a finire anche quell’anno). L’inverno successivo mi lanciai nella mia prima corsa su strada, 6x1h per la Sla di Spilimbergo, e successivamente la Telethon di Udine. L’emozione che mi prese e le belle atmosfere che vissi in quei giorni mi spronarono a riflettere e pensare che avrei potuto provare qualcosa di più impegnativo, magari cercando di allenarmi settimanalmente. A febbraio 2014 concretizzai questo impegno iscrivendomi con la Polisportiva Montereale…il passo era fatto!!!

2  Fai delle gare? Di che tipo?   

Le gare che più mi danno soddisfazione sono le corse in montagna: adoro far chilometri in ambienti boschivi, dove il terreno è sempre diverso e mai noioso. Però quest’anno ho capito che ci vuole anche un po’ di fondo su strada per poter sostenere belle gare e far registrare tempi buoni. L’anno scorso ho deciso di affrontare tre trofei: Coppa Pordenone, Corri la Montagna e il Trofeo Skyrace Fvg. I risultati son stati soddisfacenti considerato l’esordio così improvvisato. 
Quest’anno mi allenerò di più su strada, in particolare sulle mezze maratone, come richiede la new entry dei miei obiettivi: il triathlon. Cionondimeno il trail  avrà la precedenza sulle mie scelte, avendo un posto riservato nel mio cuore. 

3 Qual è il tuo luogo preferito per correre?  

Abitando in città preferisco zone di campagna, possibilmente isolate e poco trafficate. Quando i miei impegni me lo consentono, cerco di ritagliarmi un paio d’ore di sfogo su percorsi collinari. 

4  La corsa non si prepara solo correndo, cosa fai per migliorare oltre che allenarti? (alimentazione, altri sport....) 

Ho notato ultimamente che un alimentazione sana e corretta aiuta molto. Ho iniziato ad ascoltare di più il mio corpo, a idratarmi di più e fare le scelte giuste. Da dicembre gli allenamenti si articolano su tre sport diversi, perciò anche il riposo è essenziale: riuscire a calibrare bene i tempi aiuta a migliorare gradualmente senza sovracaricare. Anche se cerco sempre di dar precedenza alla corsa, la bicicletta mi aiuta molto a gestire le lunghe distanze e la fatica, così come il nuoto è fondamentale per scaricare. 
5 Qual è il tuo più bel ricordo sportivo? 

Sicuramente l’obiettivo raggiunto di estremamente parco 2014: terza classificata in 10h39. Non potrò mai dimenticarlo, è stata un emozione unica che se potessi rivivrei continuamente. Adoro e amo quelle montagne, mi sento a casa, protetta.  6 Visto che siamo nel 21° secolo, qual è il tuo materiale indispensabile per correre? 

Il primo Estremamente Parco lo feci con zaino e scarponi, il secondo con scarpe da ginnastica e camelbak. Ora corro quasi sempre solo con un gel in tasca e niente altro. Evito ogni cosa che potrebbe darmi fastidio: a inizio anno scelgo le mie scarpe, quelle che poi mi accompagneranno per la stagione, e poi via…  7 Hai una gara che sogni di fare?  

Vorrei provare a fare un ultra trail, ma quest’anno mi son orientata su un'altra disciplina e l’obiettivo sarà il mezzo Ironman di Amsterdam a settembre.  8 Cosa ti porta la corsa? Potresti vivere senza sport? 

Vorrei vivere PER lo sport, mi fa star bene, mi da forza e mi fa sentire spensierata. L’emozione che le gare mi danno è impareggiabile, una sensazione di libertà e vita. Inoltre essendo un po’ timida lo sport mi ha aiutato ad aver più stima di me e confrontarmi positivamente con gli altri, a vedere le cose in modo più positivo e a sopportar la fatica oltre quello che il dolore ti suggerirebbe.


9 Chi è il tuo sportivo preferito? Perchè? 

Francesca Canepa: la seguo da quando corro, mi piace molto come persona. Ha raggiunto dei traguardi inimmaginabili: una forza della natura.  10 Hai un’ultima cosa da dire ai nostri lettori? 

Innanzitutto ringrazio te, che mi hai dato la possibilità di raccontarmi e spero che chi leggerà senta come me la forza di poter affrontare qualsiasi sfida. Molto spesso trovo motivazione nelle pagine de “Il gabbiano Jonathan Livingston”: “puoi arrivare da qualsiasi parte, nello spazio e nel tempo, dovunque tu desideri”. Ecco, l’augurio è che per ognuno valga quello che spesso mi sento dire: la tua tenacia e perseveranza mi danno la forza di provarci. Buona fatica…. e buon divertimento!

giovedì 26 marzo 2015

10 domande a .... Gabriele #6

Oggi vi presento Gabriele, un altro corridore conosciuto su Facebook e incontrato finalmente poco tempo fa alla Kokos trail, dov'è venuto a supportarci nonostante il suo infortunio. 
Gabriele di solito corre tanto, diciamo anche tantissimo, ma per lui non significa solo allenarsi per vincere, rappresenta ben altre cose e lo trasmette benissimo con le sue risposte. Lui come tutti quelli che hanno partecipato a questa rubrica, ha una vera passione per la corsa! Grazie per la tua disponibilità Gabriele e a presto in gara, ne sono sicuro.



1 Quando hai cominciato a correre? Perché?

Ho iniziato a correre nel 2005 dopo un brutto periodo non tanto positivo della mia vita. Ero fuori forma. Ho iniziato con pochi minuti in palestra poi sono passato in strada e senza accorgermene arrivavo a correre due ore per le strade del Carso triestino. Mi faceva distrarre e provare emozioni che altre cose non mi davano. Presto ho capito che sarebbe stata una cosa speciale per tutta la vita.

2 Fai delle gare? Di che tipo? 

Gareggio spesso se posso. Mi piacciono quasi tutti i tipi di gare. Tra le più disputate sicuramente gare di 10/21km. Raramente in alcuni periodi gare in pista. Negli ultimi anni ho scoperto grazie ad un amico (Nazareno Salpistis) esperto ultramaratoneta, l' amore per le lunghe distanze e per il trail. Riesco a trovare soddisfazione a fare km sotto il sole nel cemento infuocato come nei boschi e nel Carso della Val Rosandra. Amo correre insomma.

3 Qual è il tuo luogo preferito per correre?

Il mio luogo preferito per correre è legato ad un motivo affettivo. Vicino alla casa dei miei genitori in un percorso in strada asfaltata di 14 km che avrò fatto centinaia di volte, di certo non è il più bel posto dove vado allenarmi, ma su quelle strade ho iniziato a macinare km e quando ora più raramente ci ritorno non so perché ma è sempre speciale. Devo dire però che ora mi alleno ovunque dai sentieri della Val Rosandra alla strada in Costiera, oppure spesso mi invento dei percorsi nuovi. Almeno una volta a settimana se venite nel campo di atletica mi trovate che faccio qualche ripetuta più veloce. Prossimamente farò qualche allenamento più in quota x le gare di montagna.


4 La corsa si prepara anche fuori dai allenamenti, quale aspetti della tua vita sono influenzati per prepararti al meglio? (alimentazione, sono...) 

Io seguo la regola 80/20 che mi ha portato avere buoni risultati: 80% nutrizione 20% allenamento. Su 24 ore del resto non ci si può allenare per l'80% del tempo! Quindi quello che si fa quando ci si toglie le scarpe è fondamentale per fare bene quel 20% e la nutrizione per me ha un ruolo prioritario. Sono da più di un anno vegetariano e integro la mia alimentazione con la Nutrizione Herbalife da 7 anni che mi accompagna nei miei allenamenti e mi permette recuperi lampo. La credevo una moda questa di integrare l'alimentazione, ma provata la differenza non sono più tornato indietro. Altro aspetto fondamentale è una cosa molto trascurata da molti maratoneti sebbene sia praticamente gratuita: l'acqua. Bevo di continuo a dismisura anche d'inverno. Vicino a questo ha un ruolo fondamentale il riposo notturno che non deve essere molto lungo ma piuttosto di qualità senza disturbi. Se poi voglio essere sincero c'è una cosa che fa la differenza: quello che metto nella mia testa, cioè quello che leggo, le Persone che frequento e i pensieri che faccio prima durante e dopo la gara. Ne potremo riparlare magari in futuro se ti va. Per esempio la frase che mi ridico continuamente in gara è: fino alla morte. Sembra catastrofica e esagerata per alcuni, a me serve per dare tutto, ma veramente tutto in quanto spesso si pensa di dare il Massimo e invece il limite è molto lontano.


5 Qual è il tuo più bel ricordo sportivo?

Il mio più bel ricordo sportivo è l'arrivo della prima volta che in maratonina scendevo sotto 1h20', tempo discreto ma per me in quel momento era un grosso obiettivo. In futuro migliorai molto il crono ma quella volta a Pordenone tagliai il traguardo piangendo e ora che te ne parlo mi emoziono ancora. Dietro quelle lacrime c'erano tutte le fatiche che avevo fatto per migliorarmi e anche se ho fatto molte gare con risultati migliori ancora adesso ricordo quegli istanti e credo li ricorderò per tutta la vita. Quest'anno all'arrivo della Lanaro granfondo ho avuto sensazioni quasi simili e in quel momento ringrazio la vita di avermi regalato l'opportunità di poter correre. Alla fine ciò che conta di più è l'emozione che provo al di là della classifica.

6 Visto che siamo nel 21° secolo, qual è il tuo materiale indispensabile per correre?

Il materiale indispensabile alla fine credo siano sempre le scarpe. Le mie mizuno per me sono una seconda pelle, il mio piede solo li si sente a casa. Tutto il resto è utilissimo e ci sono marche secondo me migliori. Tutto quello che acquisto deve essere funzionale ma più leggero possibile. Per fortuna sono un tipo caloroso e spesso mi potete incontrare a correre in t shirt e pantaloni corti nel vento ma con i guanti, perché mi si congelano spesso le mani. Uso altre cose come i gps ma ciò che fa la differenza è il cervello con un forte "perchè", materiale insostituibile.


7 Hai una gara che sogni di fare?

Ho molte gare che sogno di fare! Ma probabilmente il sogno più grande resta l'UTMB. Per l'importanza della gara, per i paesaggi e perché ci sono persone da tutti i posti del pianeta. Oltre a questa gara sono attratto dalla transvulcaniala che si svolge nell isola de La Palma sulla distanza di 83.3 km e con un dislivello cumulativo di 8525 m.

8 Fai solo corsa o hai altre passione?

Coltivo delle passioni extra sportive, mi piace occuparmi di crescita personale, leggo molto a riguardo, così come spesso dedico del tempo a degli esperimenti in cucina dove riesco a mettere in pratica quello che conosco sulla buona nutrizione. A livello lavorativo ho due impegni: sono un infermiere e mi occupo di network marketing creando reti commerciali di distribuzione dei prodotti nutrizionali Herbalife.


9 Chi è il tuo sportivo preferito? Perchè?

Non ho un unico Sportivo preferito: negli anni mi sono legato molto a varie figure che mi davano emozioni, in qualsiasi sport. Ricordo l'emozione nel vedere da bambino la forza fisica e mentale di Alberto Tomba. Poi anche nel calcio ricordo persone speciali come Roberto Baggio e Alessandro Del Piero non solo per le capacità tecniche ma per le doti umane che ancora adesso riescono a far trasparire. Il libro di Del Piero "giochiamo ancora" non riesco a finirlo perché mi emoziona troppo. Spesso nelle giornate no, penso alla storia di Alex Zanardi e l'esempio che ogni giorno da al mondo con la sua vita da sportivo oltre i limiti che la vita gli ha imposto. Per ultimo ma non per importanza, spendo due parole per Killian Jornet Burgada, che non ha bisogno di presentazioni. Leggere delle sue imprese mi stimola continuamente per le mie piccole e modestissime imprese. Da quando ho letto il suo libro "Correre o Morire" ho cambiato modo di pensare e quindi di correre, semplicemente perché grazie a lui ho scoperto che i miei limiti sono lontanissimi, molto più di quello che credevo. E spero presto di incontrarlo per dirglielo di persona e stringergli la mano. Lui ama la montagna e quello che fa e in questo suo amore per la natura come se fosse un essere vivente mi riconosco anch'io.  
Voglio infine spendere due parole per un atleta locale che corre con la mia stessa società ormai conosciuto in tutta italia: Paolo Massarenti. Paolo è una persona speciale, certamente geneticamente dotata ma che ha risultati incredibili grazie alla sua dote maggiore: l'umiltà. Ha sempre una parola buona per tutti e interpreta la corsa nel modo più bello che ci sia, con passione sorriso e tanta emozione. Ogni volta che faccio due chiacchiere con lui ne esco più forte. Se ho iniziato a spingere sull'acceleratore e a guardare oltre, è grazie anche a lui.

10 Hai un ultima cosa da dire ai nostri lettori?

Intanto ti ringrazio per la mia prima intervista in assoluto !!! Mi ha fatto piacere conoscerti e rispondere alle tue domande. A chi ha avuto la pazienza di leggere le mie risposte e a me stesso dico: continuiamo a credere e lottare ogni giorno per i nostri sogni, non importa se non vinceremo mai una gara, quello conta relativamente. Dobbiamo essere grati per ogni passo di corsa che facciamo! Troviamo ogni mattina un forte "perché" e lottiamo per questo dando tutti noi stessi fino alla fine. Correre o Morire.