lunedì 10 settembre 2018

Di nuovo maratona?


Siamo a inizio settembre, la scuola è ricominciata e ormai gran parte delle gare in montagna alle quali volevo partecipare sono passate. Mi sono divertito molto a correre per i monti ed ho scoperto luoghi favolosi che mi hanno caricato di energia positiva. Adesso, però, è ora per me di passare alla seconda parte della mia stagione che dalla montagna mi porterà su strada. Ho un conto in sospeso con la maratona ed è ora di prepararmi sul serio.

Vi ricordate l'anno scorso? Mi ero impegnato nella sfida di Runner's world per correre la maratona di New York, non era andata a buon fine e mi ero ripiegato su quella di Venezia. La mia prima maratona era andata male, diciamo piuttosto che non era andata come previsto. Chiusa in 3 ore 39 ' 27 e ancora oggi non vedo l'ora di migliorare questo tempo, nonché rivivere l'emozione di finire una nuova maratona. 

Però, dopo i fastidi conosciuti nel corso del mese di agosto, non sono sicuro al 100% di poter fare una maratona questo autunno, devo comunque dire che mi sto allenando di nuovo correttamente le probabilità aumentano giorno dopo giorno. Poi, la voglia di correre di nuovo questa distanza mitica è troppo grande, quindi darò il massimo per trovarmi un obiettivo. A dire la verità uno ce l'avrei, ve lo svelerò presto!

Chi di voi si è già iscritto ad una maratona? Quale? Vi state già preparando?

lunedì 27 agosto 2018

Infortunio: non ti temo!


Una settimana fa ho partecipato alla staffetta 3 rifugi dove ho corso la frazione in discesa. Purtroppo durante la gara sono caduto ed ho battuto con la schiena, poi ho corso male sicuramente per compensare il dolore ed ho peggiorato il tutto. Il giorno dopo mi si è bloccata la schiena così per 7 giorni ho dovuto stare a riposo…

Oggi, dopo il lavoro, i dolori sembravano spariti, così ho deciso di provare a fare una corsa. Ho fatto 4 kilometri su erba e le gambe sono piuttosto buone, però sento che la schiena mi da' fastidio come il gluteo destro. Non mi arrendo. Questa settimana farò camminate con i bastoncini e magari un po' di bici senza esagerare. 
Per il momento non mi allarmo, sono sicuramente infiammato e devo cercare di risolvere il problema senza stressarmi. Sono convinto che bisogna essere sempre positivi. 

Se qualcuno ha dei consigli da darmi li accetto volentieri. Buona settimana a tutti e buone corse!



venerdì 3 agosto 2018

Trail delle Orchidee... ritiro


Domenica scorso si è svolta una gara fantastica alla quale volevo partecipare da un po' di tempo: il trail delle Orchidee. Il trail si svolge nelle Dolomiti friulane, tra la Carnia e il Cadore, su un percorso impegnativo quanto straordinario di 46 kilometri e 3000 metri di dislivello. La partenza era fissata alle ore 7.00 dal Rifugio Tita Piaz, tra i 250 concorrenti c'ero anch'io, deciso a dare il mio meglio nonostante la paura di affrontare una sfida del genere.

La mia tecnica di gara è semplice: voglio partire con calma sulla prima metà di gara che è molto difficile (in 18 km si fanno 1800 metri di dislivello), e tenere le energie per la seconda parte, più veloce e dove si deve correre maggiormente. Sembra facile…


La partenza viene data in orario e mi ritrovo subito sui 20-25 primi, come deciso cerco di risparmiare le energie al massimo e faccio le prime salite camminando con i bastoncini. Sto bene e sento che le gambe vanno forte e che usare i bastoncini mi aiuta parecchio nella salita lunga. Dopo neanche 20 minuti di gara mi ritrovo a correre insieme ad un mio amico, Massimo, e siamo tutti 2 d'accordo sulla marcia da prendere, allora mi godo il panorama incredibile che ci offre il Clap Savon e approfitto per idratarmi bene e assumere un gel.


 Nella discesa che porta al primo cancello orario mi lascio andare giù e passo qualche corridore fino a ritrovarmi 14° assoluto. Sto da Dio e le gambe rispondono alla grande. Qui prendo 5 minuti per mangiare e bere bene, poi riparto per una parte di gara più facile.

Neanche fatto 1 kilometro comincio ad avere mal di pancia… fatico a correre e mi piego in 2 di continuo. Cerco di bere, di riprendere il mio fiato e cammino per 6 kilometri cercando di capire il mio problema. Ma non c'è niente da fare: il dolore non passa e faccio anche fatica a camminare sul piano. 
Arrivo a mala pena al ristoro del kilometro 27 dove decido di ritirarmi, prima volta DNF per me. Che senso ha andare avanti così, camminando per dirmi che l'ho finita, non devo dimostrare niente a nessuno. La distanza l'ho già fatta, non è una sfida per me, è un'esperienza da vivere e, oggi, non è giornata, allora meglio fermarmi qua.
Ho altri progetti che voglio portare avanti quest'anno e non posso giocarmi tutto per finire a tutti i costi. Mi dispiace tantissimo e sono anche arrabbiato con me ma, adesso con il senno di poi, penso di aver preso la decisione giusta, adesso si guarda avanti.


Anche se non ho chiuso la gara, mi sono divertito un sacco e mi è piaciuto davvero tanto il percorso, tornerò nel 2019 e consiglio a tutti di venire perché merita. Ringrazio l'organizzazione per tutto, il percorso, l'aiuto dopo il ritiro, la gentilezza, siete stati perfetti.

sabato 21 luglio 2018

Combattiamo l'intolleranza

Ora basta, non ne posso più di vedere e sentire tanto odio verso altra gente, sento il bisogno di condividere il mio pensiero. 

Sono uno sportivo amatore lo sapete, mi alleno quasi ogni giorni e faccio tanti sacrifici per arrivare agli obbiettivi che mi sono fissato. Col mio modesto livello vivo un po' del sacrificio che fanno tutto l'anno i professionisti e aspetto ogni anno i grandi eventi dello sport internazionale con grande gioia.
Sono anche francese e vivo in Italia da 7 anni, adoro questi 2 paesi che si assomigliano tantissimo, ma, in questi ultimi giorni, vedere le critiche verso il mio paese di nascita mi fa molto male e non è per niente in linea con i valori che sono quelli dello sport.

La settimana scorsa la Francia ha vinto la coppa del mondo di calcio, ho visto, sentito e letto cose orribili da parte di tanta gente e anche da amici miei e non posso accettarlo. Ognuno è libero di tifare chi vuole, di pensare cosa vuole su una partita, una squadra, una persona, ma non posso capire gli insulti gratuiti fatti a gente che non si conosce neppure e di chi non si sa niente. Non c'è abbastanza cattiveria sulla terra, non ci sono abbastanza guerre? Bisogna ricordarsi da dove veniamo e pesare certe parole. Non ha vinto una squadra africana, la Francia è un paese multi etnico, questa varietà culturale è una nostra forza e ne sono orgoglioso, non siamo una sottospecie come ho spesso letto, non siamo froci senza bidet.. e cito solo questi esempi. Ma dopo la coppa del mondo no ho risposto a nessun insulto, non volevo alimentare questo tipo di pensieri, fino ad oggi.


Sì, fino ad oggi, perché ieri al Tour de France è successo un incidente causato da uno spettatore indisciplinato nei confronti di Vincenzo Nibali. Questo grande campione che ammiro tanto è stato buttato a terra durante la salita dell'Alpe d'Huez e costretto al ritiro. A me dispiace molto perché so cosa sono i sacrifici che fa ogni giorno per arrivare bene al Tour, come mi dispiace tantissimo di nuovo aver letto odio, stupidaggini e cattiveria verso i francesi. Il mio parere è che stiamo perdendo l'educazione, adesso sulle strade del Tour, come nei campi di calcio, ma nella vita in generale, vedo troppo mania di esibirsi che porta a questi comportamenti.

Riflettiamo un po' sui valori che vogliamo trasmettere. Tanti di noi pratichiamo lo sport in primo luogo per mantenersi in salute o per semplice passione, allora mi chiedo come siamo arrivati ad un mondo che usa lo sport così. Basta sport business, protagonismo o esaltazione, siamo tutti esseri umani e dovremo cercare di comportarci decentemente. Che esempio vogliamo dare ai nostri bambini?

Allora lo ripeto: lo sport non è tutto questo, lo sport è una scuola di vita, lo sport è impegno, fatica, educazione e condivisione. Dovrebbe servire ad unire e a combattere l'intolleranza. 

domenica 10 giugno 2018

-7 alla Skyrace Carnia


Domenica prossima,  a Laghetti, avra luogo l'11 skyrace Carnia che sarà anche campionato italiano master dy sky! E' la gara più importante per tanti di noi e per noi che corriamo sempre su questi sentieri ha qualcosa di speciale in più. Il percorso lungo 24.5 kilometri ha un dislivello positivo complessivo di 2004 metri e si svolge in posti incredibili, nonché sui sentieri della grande guerra. Oggi sono andato a fare un giro sul percorso e vi allego qualche foto per invogliarvi a partecipare!


 

A fianco della classicissima International SkyRace Carnia, nasce sullo stesso percorso, la 1ª Edizione della Staffetta Skyrace Carnia.
La Staffetta SkyRace Carnia sarà composta da due atleti/e che percorreranno lo stesso tracciato della SkyRace suddiviso in due frazioni.
La 1^ frazione da località Laghetti a Passo di Monte Croce Carnico della lunghezza di km 15,000 con un dislivello positivo di m 1.470;
La 2^ frazione da Passo di Monte Croce Carnico a località Laghetti della lunghezza di km 9,500 con un dislivello positivo di m 534. Io parteciperò a questa formula insieme al mio caro amico Francesco!


Vi invito tutti ad iscrivervi a una delle 2 formule, non sarete delusi perché questa é la più bella gara che io abbia mai fatto! Se vi iscrivete entro stasera avrete il vostro pettorale personalizzato con il vostro nome, correte sul sito http://skyracecarnia.it/ e per qualsiasi domanda non esitate a contattarmi!


mercoledì 30 maggio 2018

Giro lungo in montagna, sognando ultra

Oggi niente lavoro, i bimbi sono a scuola e mia moglie al lavoro. Cosa potrei fare di bello? Nessun dubbio: un bel giro in montagna!


Così, mi sono alzato senza sveglia e mi sono preparato per un giro che da tempo volevo provare. Dopo aver fatto il pieno di acqua, vestiti e giacca, barrette e panino, una coca… eccomi pronto per partire. Non sono molto bravo a fare salite lunghe e proprio per questo ho deciso di mettermi alla prova: parto in su con una prima rampa con 1350 metri di dislivello da scalare, poi non ho una strada bene definita, ho diverse cime da poter fare e le gambe decideranno.


Le prime rampe della salita sono molto ripide ma vado con il mio passo e mi godo il bosco che mi circonda e la fatica si fa sentire meno, incontro un cervo ma non sono abbastanza rapido per scattare una bella foto, la foto ce l'ho io in testa, che meraviglia vederlo scappare via come se fosse in piano. 


Dopo 1 ora e 45 arrivo in cima alla Creta di Timau, a quota 2217 slm, non ho fatto fatica e sono davvero fiero di me. Dopo una pausa foto scendo giù fino a quota 1950 dove decido di salire sulla cima Avostanis, a quota 2193 slm,  passando sopra il lago con un passaggio molto suggestivo. Lassù faccio un'altra sosta per apprezzare il panorama e mangiare il mio buon panino, super! 



Scendo giù di nuovo e, arrivato a quota 1750, vedo un sentiero che parte sulla sinistra, sulla mappa vedo che porta al monte Scarniz dove non sono mai stato, le gambe stanno bene e così decido di proseguire. All'inizio di questa salita mi sono detto che forse era troppo e che guardare i video della Zegama Marathon mi aveva gasato un po' troppo ma non cambio idea. Salgo sul sentiero che sembra stato disegnato con un pennello sul fianco della montagna, un rapace mi gira intorno e tra una cosa e l'altra in neanche mezzora sono arrivato su a 2199 metri slm. 



Faccio la foto di rito e torno giù direzione malga Pramosio, dove mi bevo una buona birra e riempio le borraccia d'acqua, godendomi il panorama mozzafiato che offre il posto, poi riparto prendendo la strada forestale in direzione di Cleulis dove ho lasciato l'auto. 


In giù corro senza tirare ma sento che le gambe stanno ancora bene girando sui 4'45 al kilometro: che sensazione fantastica. Chiudo il mio giro con 27.87 kilometri al Garmin e 1885 metri di dislivello positivo fatti alla media di 6.3 kilometri orari, pause incluse.


E' un ritmo tranquillo, ma il piacere enorme trovato lassù e le sensazioni mi fanno sognare a qualche gara più lunga del solito. Sarà a forza di guardare l'ultra trail world tour in tv ma ho voglia di iscrivermi ad una gara che mi faccia sognare, che mi faccia crescere e qualche idea già ce l'ho. Sono più bravo a correre gare di mezzora ma voglio fare quello che mi sento di essere e mi sento trail runner.

Cosa dite voi, sarei capace di chiudere un 60-70 kilometri in montagna?

martedì 17 aprile 2018

Venice Night Trail 2018, una gara spettacolare


Sabato sera ero a  Venezia per la Venice Night Trail: una gara di 16 chilometri che si corre di notte tra le calle della città, attraversando posti incredibili e salendo 51 ponti. Voglio ringraziare la Pro Action che, regalandomi il pettorale, mi ha permesso di correre questa gara alla quale non avrei mai pensato di iscrivermi!



Sabato pomeriggio, appena uscito dal turno della mattina, parto in direzione di Venezia, assieme a 2 amici di Udine, Fernando ed Irene, che ringrazio per la super giornata. Arriviamo sul posto prima, per evitare un po' la folla e fare una passeggiata lungo i canali: la giornata è bellissima e ci godiamo un bel fine pomeriggio di relax prima di correre.





Un’ora di camminata e un toast dopo, ci prepariamo per la partenza data alle ore 21.00. Dopo un riscaldamento corto cerco di trovarmi un posto nella griglia ma impossibile entrare, è già tutto pieno e nessuno ci lascia passare. Troviamo un posto 20 metri dietro la linea e dietro a tantissima gente, ma va bene cosi, siamo qui per divertirci. La partenza viene data dopo un emozionante inno nazionale, cantato da tutti a squarciagola, un momento bellissimo prima di mollare i leoni, pronti a cavalcare nelle vie della città.



Il primo kilometro e mezzo è piano, senza ponti e abbastanza largo, parto in bomba e cerco di superare il massimo di persone per poter correre bene dopo. Passo il primo kilometro in 3'30 e sono già col cuore in gola, partire a freddo non è buono per me. Penso, comunque, di essere in una buona posizione perché mi ritrovo a correre con la prima donna, la fantastica e gentilissima campionessa mondiale di trail lungo: Silvia Rampazzo.



I ponti iniziano a vedersi e i posti attraversati in mezzo alla gente sono fantastici. Mi godo una Venezia diversa che mi piace molto, ad ogni curva non si sa cosa ci aspetta: un ponte, un canale affollato di turisti oppure una via strettissima dove già una persona fa fatica passare, davvero unico. I primi chilometri scorrono bene, ma già al kilometro 5 pago la mia partenza veloce e devo rallentare un po', bye bye Silvia e il super gruppetto che avevo con me.
Trovo il mio passo e riesco anche a riprendere 2-3 tipi fino al kilometro 12 dove mi viene un mal di pancia terribile avvicinandomi dalla piazza San Marco. Faccio 2 chilometri a ritmo lento, 4'44 e 4'46, ed approfitto della gente e della fortuna che ho di essere qui. Perdo 11 posti in questo momento... Fortunatamente ho gestito la crisi abbastanza bene e riesco a correre di nuovo sui 4 al kilometro fino al traguardo, così chiudo questo giro di Venezia in 1 ora 07 e 10 al 32° posto assoluto su più di 3000 persone. (1600 per la competitiva e uguale sulla non competitiva)


Direi non male per una gara non prevista! Anche il dopo gara non è stato male: 2 birre tra amici incoraggiando i runners che arrivavano al traguardo.
Se avete l'opportunità di venire a correre questa gara, secondo me merita davvero: il posto è unico, l'organizzazione perfetta, il percorso fantastico. Non pensavo sarebbe stata così bella. Ci vediamo nel 2019.